La biddrina, il drago siciliano

Lo stagno in cui la biddrina vive è un allevamento di coccodrilli. Furono gli arabi a scegliere il posto, riscaldato dalle calde acque di una sorgente sotterranea, perché lì i coccodrilli del Nilo si sarebbero potuti trovare bene. Intendevano allevarli per poi venderne le pelli, molto richieste dai nobili europei. La biddrina è nata in mezzo a una nidiata di coccodrilli e non si è mai allontanata dallo stagno. Mai fino a stanotte.

Poco fa, due ladri si sono avvicinati, camminando in punta di piedi, fino alle sponde dello stagno. Hanno estratto da una logora bisaccia un’oca e l’hanno liberata a terra. La povera creatura si è tirata in piedi, allargando le ali spuntate per difendersi e poi, non potendo volar via, è corsa in acqua.

biddrinaLa biddrina, che si era acquattata sotto delle felci all’inizio di quel trambusto, sente il profumo della carne, non resiste alla tentazione e si immerge. Il suo istinto di coccodrillo-drago la guida verso una facile preda. Con un agguato fulmineo afferra l’oca tra i denti aguzzi e la trascina sott’acqua. I piccoli coccodrilli accorrono per partecipare al banchetto. I ladri, stavolta incuranti del rumore, saltano fuori dal loro nascondiglio e immergono il retino da pesca nelle acque scure dello stagno. Ne estraggono poco dopo l’oca, la biddrina e alcuni giovani coccodrilli ancora attaccati alle zampe dell’oca. Rovesciano il contenuto del retino in un sacco e prendono di corsa la via di casa.

La biddrina si ritrova schiacciata al buio, sballottata e disorientata. Sente l’odore dell’oca, quello del retino che sa di alghe, riconosce le squame dei suoi fratelli dal rumore che fanno strisciando sopra le sue e il loro pianto strazia le sue orecchie. Il dolore dei suoi fratelli supera i morsi della fame. Li accarezza con la coda uno a uno, fino a calmarli. Poi pianta i suoi artigli nella stoffa, senza riuscire a strapparla. Invita allora i coccodrilli a concentrare i loro morsi in un punto solo. Afferrano lembi di stoffa e poi rollano, come durante la caccia. La stoffa finalmente cede e, uno alla volta, i piccoli sgusciano fuori. Lei è l’ultima a liberarsi e cade a terra con un tonfo.

I due ladri si girano, la vedono e il più vecchio urla all’altro di usare le frecce per riprendersi la merce. La biddrina nel frattempo ha sollevato il ventre da terra ed è corsa verso i fratellini. Quando sente fischiare le frecce nell’aria, si volta e usa il suo corpo come scudo. Le sue squame impenetrabili resistono alle frecce, quelle dei fratellini non sono ancora così dure. Forse non lo saranno mai.

Lo stagno della biddrinaCon un ultimo scatto di corsa, guida i piccoli fino a un corso d’acqua e vi si tuffa. I ladri si sporgono verso le acque scure, lanciano sassi, non demordono. Il vecchio ordina al giovane di gettare in acqua la carcassa dell’oca. Uno dei piccoli esce dal nascondiglio attratto dal profumo, ma la Biddrina lo riacciuffa e li trattiene tutti al coperto. Ringhia per farsi ubbidire dai piccoli e non cede alle loro proteste fino a che i due ladri non se ne vanno. Solo allora li lascia uscire.

È quasi l’alba quando annusano il profumo di casa. Hanno combattuto tutta la notte per tornare indietro.
La biddrina si ferma davanti alla recinzione che separava la sua famiglia dal mondo e la fissa a lungo. I cuccioli aspettano i suoi ordini. Lei li guarda uno a uno, negli occhi.
-Volete tornare là dentro per essere spellati fra qualche anno o preferite venir via con me e rischiare la pelle ogni notte?
Poi si gira e si incammina. Uno dopo l’altro, i piccoli coccodrilli le salgono sulla schiena.


Questo articolo contiene brani suggeriti da chatGPT. Le immagini sono state generate con Playground AI.

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