La nascita del drago della Sesia

Drago del SesiaC’è un drago nella Sesia?
Ai primi di luglio 2025 nella pagina Facebook “Storie di Lomellina” viene pubblicata la storia di Sisir, il drago che prosciugava il fiume Sesia, bevendone le acque. Non si citano fonti bibliografiche (nonostante le ripetute richieste dei lettori) e anche cercandole bene non ci sono autori precedenti che citino le gesta di Fra Guidone. A me vien da pensare che la storia sia stata inventata e da alcuni dettagli (che vedremo uno per uno) sospetto anche la generazione grazie a una intelligenza artificiale.
Vi riporto qui sotto il testo originale e dopo aggiungerò le mie considerazioni.

La leggenda (forse appena inventata) del drago del Sesia

Molti secoli fa, quando le acque del Sesia scorrevano libere e selvagge tra i boschi di Candia, Palestro e Langosco, si racconta che una creatura colossale abitasse tra i canneti, invisibile agli occhi ma presente nel respiro stesso del fiume. Era il Drago del Sesia, una bestia d’acqua e ombra, dalle scaglie d’argento e limo, lunga come un barcone da risaia, con occhi torbidi come la corrente in piena. Gli anziani lo chiamavano Sisir, dal suono che faceva quando emergeva appena sotto la superficie: ssshhhrrr, come un vento umido tra le frasche. Non sputava fuoco, non volava: beveva. Si nutriva dell’acqua stessa, prosciugando pozzi, rubando la linfa alle rogge, e lasciando dietro di sé solo fango e silenzio.

Si dice che il Sisir fosse nato dalle lacrime di una strega annegata, condannata dal popolo per aver maledetto i raccolti in tempo di carestia. Le sue lacrime si mescolarono alla sabbia del fiume e alle anguille del fondo, finché da un uovo nero nacque la creatura. Da quel giorno, il Sesia non fu più solo un fiume, ma una forza viva e affamata.

Ogni estate, quando la siccità mordeva la terra e i canali si seccavano, il drago si risvegliava. A Candia Lomellina, un’intera barca sparì in un giorno sereno. Tre giovani vogatori svanirono nel nulla, e sulla riva fu ritrovato solo un remo inciso da una strana lettera: una S contorta come un serpente.
La paura serpeggiava tra i villaggi. Le donne chiudevano i pozzi. Gli uomini tacevano. Nessuno osava più pescare nelle acque del Sesia. Ma da Frassineto scese un uomo: Fra Guidone, un monaco guerriero che viveva in eremitaggio, detto da alcuni “il santo delle acque”. Aveva sognato il drago, e nel sogno aveva udito una campana d’argento che placava il suo furore. Guidone chiese alla gente offerte: ex voto, catenine, piatti, tutto ciò che era argento puro. Con l’aiuto dei fabbri di Palestro, fuse una campana sacra e la calò nel punto più profondo del fiume, legandola a una quercia antica che cresceva tra le anse.

Quando il Sisir emerse, attirato dal suono, apparve in tutta la sua immensità. Ma non attaccò. Si fermò, ascoltando. Il rintocco d’argento sembrava la voce dimenticata di sua madre. Il drago si placò.
Fra Guidone parlò, senza paura:
“Sisir, figlio del fiume e della notte, smetti di bere l’acqua dei vivi. Custodiscila, non divorarla. Vivi in pace con gli uomini.”
Il drago chinò il capo e, da quel giorno, scomparve negli abissi del Sesia.

Dorme ancora lì, dicono, tra Candia e Palestro, dove l’acqua rallenta e forma vortici profondi. E quando il fiume cresce, quando le piogge scuotono la Lomellina, c’è chi giura di udire, nel vento, il rintocco sommerso della campana. Ma se qualcuno disprezza il fiume, se si sfrutta senza ritegno, se si osa interrompere l’equilibrio, il Sisir si agita. E quando un giovane annega senza spiegazione, i vecchi lo sussurrano ancora: “Il patto è stato rotto.”

Gli indizi che mi fanno sospettare

Ecco tutti i dettagli che mi inducono a ritenere che questa leggenda sia stata appena inventata. 

  1. Risaiuole di Angelo Morbelli 1897 Il drago ha le scaglie di limo. Il limo è un materiale sciolto, più fine della sabbia e appena messo in acqua forma fango.
  2. Lungo come un barcone da risaia. Hem… in risaia si entra a piedi perché l’acqua è alta pochi centimetri e basta rimboccarsi la gonna per non bagnarla come facevano le mondine. Non ci si va in barca.
  3. Sisir si risveglia quando i canali si seccano e mangia vogatori. Gente, se non c’è acqua e il letto del fiume è asciutto, dove stavano vogando i tre tizi? In palestra?
  4. Le donne chiudevano i pozzi. Ora, se non c’è acqua nei pozzi non c’è nulla da attingere. I pozzi si chiudono quando l’acqua è avvelenata (e questa è la storia del basilisco di Genova risolta da san Siro)
  5. Nessuno osava più pescare. Se il torrente è in secca non è questione di coraggio. Il problema si pone, semmai, quando il torrente è in piena!
  6. Fuse una campana sacra e la calò nel punto più profondo del fiume La campana per scacciare i serpenti è l’arma di san Patrizio, in Irlanda. La fa rotolare giù da Croagh Patrick. Mi chiedo quanto possa essere profondo un fiume in secca.
  7. Legandola a una quercia antica. La quercia di palude è una specie nordamericana, introdotta nel 1800 in Italia. Che cosa ci fa in una “antica” leggenda nostrana?
  8. Sisir emerse, attirato dal suono. Il rintocco della campana appena calata in acqua fa emergere (uscire dall’acqua) il drago. Ora… dove sta esattamente questo suono? Perché il Sisir si allontana dalla campana per ascoltarlo all’asciutto?
  9. Il rintocco d’argento sembrava la voce dimenticata di sua madre. La domanda che mi faccio è: se la voce è dimenticata, come fa a ricordarla?
  10. Figlio del fiume e della notte. Il frate ha assistito al concepimento? Questa sì che sarebbe una storia da raccontare! C’è infine un problema di attribuzione di genere ai due genitori del drago: il fiume e la notte.
    Chi è secondo voi la madre con la voce da campana? La notte di solito non scampana… forse sono le acque del fiume? I vostri fiumi fanno il suono di una campana? Ditemi dove che vengo a sentirli! Il fiume Sesia è chiamato localmente anche LA Sesia. Che siano due femmine di cui una partenogenica non mi turba, sia chiaro. Vorrei solo capire come sono andate le cose.  

Insomma, voi che cosa ne pensate?

È lecito inventare storie di sana pianta?

  • Certo che è lecito! Tutte le storie che parlano di draghi sono state inventate a un certo punto! Si è sempre fatto e si continuerà a farlo perché alla gente le storie piacciono.
    A me questa particolare storia non piace perché manca di coerenza interna e la sua origine è fumosa; a me “sembra vera ma sa di plastica”. Se a qualcuno, invece, il racconto piace così com’è, dei gusti non discuto, son personali. 
  • Può un autore inventare di sana pianta una storia e ambientarla in un luogo reale? Certo che può farlo! Io preferirei che dicesse chiaramente “questa è una storia inventata da una intelligenza artificiale”.
  • Può uno scrittore delegare a una intelligenza artificiale la generazione di testi? Liberissimo di far scrivere i suoi testi a chi/cosa gli pare, se vuole! (Magari, se prima di pubblicarli li desse a un editor, verrebbero meglio)
  • Può una dragologa (professione appena inventata) inserire anche questo drago nella Mappa dei draghi italiani? No.
    Non lo farò perché questa storia mi sembra un contenuto generato per riempire il calendario editoriale di una pagina facebook.
    Io non coltiverò l’ammirazione dei lettori che scrivono “bella storia, non la conoscevo!” perché non mi sembra possibile che qualcuno conosca una storia appena inventata. Io continuerò a citare le fonti dei racconti che pubblico e continuerò a cercare draghi in giro per l’Italia per mantenere vive le tradizioni popolari.

Chiudo con una curiosità pescata nel mondo reale: la Sesia ha un regime idrologico torrentizio. Ciò significa che la quantità di acqua che vi scorre varia molto nel corso dell’anno. D’estate può ridursi moltissimo sia per cause naturali che antropiche. In ogni caso non è un drago a bersela, sono semmai gli agricoltori che ne deviano le acque per irrigare i campi.

Dimmi che ne pensi. :)

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