I serpenti di pietra di sant’Ilda

Fossile di ammonite venduto come serpente pietrificato da sant'Ilda.Sant’Ilda salvò le genti del regno di Nothumbria da una invasione di serpenti, tramutandoli in pietra. San Patrizio si dice abbia fatto lo stesso favore agli irlandesi, ma senza lasciare tracce evidenti. Le prove del miracolo di sant’Ilda sono ben visibili e a disposizione di tutti sulla spiaggia vicino al monastero fondato dalla santa. Nei negozi di souvenir se ne potevano comprare degli esemplari di varie dimensioni. Servivano come protezione dai morsi dei serpenti, ovviamente!

I serpenti di pietra che si trovano vicino alle rovine dell’abbazia sono attorcigliati a spirale e non hanno mai la testa. Erano gli scultori locali che la aggiungevano prima di mettere in vendita gli oggetti. A guardar bene, magari con un paleontologo o un naturalista di fianco, si possono vedere bene alcuni dettagli che raccontano una storia un po’ diversa dalla leggenda.

L’origine antichissima della leggenda

Il corpo dei serpenti di pietra è in realtà il guscio di un’ammonite. Questi molluschi marini avevano un guscio di aragonite suddiviso in varie camere che usavano per regolare il galleggiamento. Questo guscio, arrotolato a spirale, aveva ricordato agli antichi le corna di un caprone. Plinio il Vecchio le aveva chiamate “corna di Ammone” riferendosi al supremo dio egizio rappresentato da un ariete con il sole tra le corna.

Curiosamente, visto che in zona si trovano anche scheletri di pterodattili, non ci sono leggende riguardanti eroi o santi alle prese con draghi volanti. Accidenti!

I miti moderni

Le rovine diroccate dell'abbazia di WhitbyL’abbazia di Whitby fu fondata da Ilda secondo le regole del cristianesimo celtico, poi diventò benedettina.
Andò in rovina una prima volta per un assedio vichingo, la ricostruirono e venne definitivamente abbandonata quando Enrico VIII ordinò la dissoluzione dei monasteri cattolici per favorire la chiesa anglicana. Le rovine, ben visibili dal mare sono ancora usate dai marinai come punto di riferimento durante la navigazione.

La loro fama e visibilità le resero fonte di ispirazione durante il Romanticismo. Le usò nel 1897 Bram Stoker per una scena in cui il conte Dracula sale i 199 scalini dalla città vecchia fino a cimitero della cappella di santa Maria, all’ombra delle rovine dell’abbazia.

 

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