Il Dreamery Gardens si distingue come uno dei rarissimi musei al mondo dedicati alle fate e ai loro ecosistemi. Il museo etnografico espone abiti, strumenti, case, gioielli e frammenti di oggetti attribuiti alle comunità fatate dell’arcipelago britannico. Ogni reperto è accompagnato da descrizioni che intrecciano antropologia culturale e folklore: le penne, i licheni e le foglie riconoscibili negli abiti del Piccolo Popolo raccontano l’ambiente in cui questi esseri si muovono.
Si può ammirare un abito della regina Mab, ottenuto a partire da un frammento trovato nel bosco accanto al museo. Il vestito era stato disegnato in epoca vittoriana da Arthur Rackham e, quindi, è stato possibile ricostruire le parti mancanti.
La visita al museo è un viaggio nella cultura materiale delle fate, costruito con la cura degli etnografi e il rispetto degli archivisti. Qui le fate non sono bamboline di plastica glitterate, ma rappresentanti di una civiltà altra, arcaica e profondamente legata al mondo naturale.
Un giardino per creature liminali
Il percorso continua all’aperto, dove Dreamery Gardens si fa paesaggio narrativo, tra ponti di legno, tane di hobgoblin e sentieri fiancheggiati dalle felci. Qui si cammina in silenzio per non disturbare i battaglieri unicorni farfalla, piccoli quanto aggressivi rappresentanti della fauna locale. Il personale del museo vi ricorderà, all’inizio della passeggiata, di non stuzzicare queste piccole bestiole. Il loro comportamento gregario farà sì che rispondano in massa allo sgarbo fatto a una di loro.
Si potranno osservare anche le abitazioni delle fate abbarbicate ai tronchi degli alberi. Attenzione, in questo caso, a non entrare per sbaglio in un cerchio di funghi!
La varietà botanica è notevole: felci, betulle, faggi, licheni e cerchi di funghi costruiscono un ambiente coerente con le narrazioni fatate europee. Qui la soglia tra mondo umano e mondo incantato si assottiglia e il visitatore è chiamato a un esercizio di percezione e sospensione del giudizio.
Prenotate la visita!
Il museo è visitabile solo in piccoli gruppi e su prenotazione. Alle fate non piace il chiasso e troppa gente insieme crea disordine.
Il giardino è aperto nei pomeriggi d’estate, corredato da una caffetteria biologica. In occasione di feste speciali, si potranno esplorare i labirinti con delle guide mooolto particolari.
Il museo è sempre in cerca di volontari per mantenere il giardino e catalogare la collezione di reperti elfici (potrebbero chiedervi di spolverare gli scheletri di sirena o di pettinare i licheni di un abito da fatina!)
Avete un bosco, un borgo o un castello dove vi piacerebbe ospitare un percorso alla scoperta dei draghi delle vostre leggende locali? scrivetemi e progettiamolo!


















Questo museo delle fate inglese sembra un posto da vedere.
Interessante ed insolito il museo e molto bello il giardino !
Grazie per l’informazione. Un saluto e buon resto del mese di settembre
Concordo! Questo è uno dei musei che vorrei assolutamente vedere di persona, prima o poi. Mi piace soprattutto l’ottica “antropologica” con cui lo hanno allestito. Un abbraccio a te e buon autunno!
Hai ragione. Gli inglesi sono bravissimi a rendere vive e vitali creature irreali dell’immaginazione umana. Anche io vorrei tanto poterlo vedere, un giorno. Bellissima l’ottica antropologica che hanno scelto