L’ambizioso International Dragon Museum per adesso non esiste.
L’unica sua traccia è un sito web con una raccolta fondi da 10 milioni di dollari per crearlo. Il progetto è molto ambizioso: aprire il primo museo al mondo dedicato interamente ai draghi nella capitale degli Stati Uniti. La proposta è allettante per chiunque ami la mitologia comparata. Sarebbe fantastico avere un centro culturale dove unire ricerca, storytelling, reperti da tutto il mondo e attività educative! Secondo il sito, i fondi serviranno a trovare una sede stabile a Washington D.C., avviare la progettazione architettonica, acquisire oggetti e creare un network internazionale di collaborazioni.
La mission dichiara l’intento di “educare e ispirare le persone attraverso mostre, ricerca e collaborazione interculturale”; la vision immagina un centro globale dedicato alla celebrazione del drago. Sulla carta, il progetto è stupendo.
Lo faranno davvero?
Tuttavia, esplorando il sito, l’impressione cambia: manca una sezione “Chi siamo”, non è indicato il board, non esistono curatori, né docenti o studiosi coinvolti. Non sono elencati i nomi di finanziatori. Non ci sono progetti preliminari, rendering, planimetrie, conferenze o attività pubbliche già avviate. Il dominio stesso offre spunti di riflessione: una rapida consultazione su WhoIs ci dice che il sito (tre pagine) è stato messo on line nel giugno del 2025 (usando wordpress).
La pagina che dovrebbe incoraggiare le donazioni è quella che mi ha fatto nascere più dubbi. La sua struttura sembra presa da un modulo da compilare. Si intravedono bene le diverse sezioni che originariamente erano dei titolini tra parentesi quadre [The Vision – Why D.C.] Gli stili di scrittura sono diversi. Potrebbe essere il frutto di un collage di pezzi scritti da autori diversi (oppure momenti in cui l’unico autore era più svogliato o vicino alla data di consegna).
Chi ha formattato la pagina web prima di metterla on line non ha uniformato gli headers e non ha dato loro il rango dovuto. La Call to Action finale si chiama ancora “Call to Action” e l’invito a prendere contatto non è cliccabile, non spedisce una mail.
Insomma, se dovessi dare il mio parere, mi sembra che questo sia il progetto di un gruppo di teenager per un corso di web design o economia di livello ultrabasico, messo on line alla fine dell’anno scolastico con intento goliardico.
Ditemi che cosa ne pensate!

















