Serpente verde della Val Verzasca

Serpente verde della Val VerzascaIl serpente verde della Val Verzasca attaccava il bestiame, mordeva i pastori e lasciava dietro di sé animali morti e uomini agonizzanti. Il veleno della creatura era considerato incurabile. Gli abitanti di Brione provarono più volte a liberarsene. Salirono all’Alpe Sgiov armati di bastoni, falci e pietre. Cercarono di stanarlo dal suo covo. Ogni tentativo fallì. Il serpente spariva tra le fenditure della montagna e ricompariva quando meno se lo aspettavano.

Margherita meditava su tutto questo dalla chiesa del paese. Era una giovane profondamente religiosa e ogni domenica cantava durante la Messa. Un mattino decise di affrontare il mostro da sola. Prima entrò nella chiesetta a pregare la Vergine Maria. Poi prese il secchiello dell’acqua benedetta e si incamminò.

Raggiunse il luogo dove il serpente aveva la tana e il mostro apparve immediatamente. Il corpo verde scuro strisciò tra i sassi con movimenti rapidi. La bocca si aprì mostrando i denti velenosi. Margherita si fece forza e non fuggì. Chiuse gli occhi e iniziò a cantare le preghiere che intonava durante la Messa domenicale. Il serpente rallentò, abbassò la testa e infine si addormentò ai piedi della ragazza.

Il miracolo di Margherita

L’acqua benedetta contenuta nel secchiello, spruzzata in aria con l’aspersorio, si concentrò in una nube di vapore sospesa sopra il corpo del mostro addormentato. La nube si scurì, si indurì e non appena Margherita smise di cantare, cadde sul serpente schiacciandolo a morte.

La storia ricorda molto la vicenda di santa Marta e la tarasca che fu addomesticata a suon di litanie. Il nome della protagonista è quello di un’altra santa famosa per la sua vittoria su un drago: Margherita di Antiochia. La ragazza, in questo caso, riuscì a sopravvivere dopo essere stata mangiata dal drago, aprendosi la via a mani nude attraverso il corpo della bestia.

La Svizzera alpina conserva molte leggende con draghi. Nel Settecento il naturalista Johann Jakob Scheuchzer raccolse decine di testimonianze su draghi e serpenti mostruosi osservati tra vallate e ghiacciai.

Il sentiero delle leggende

Il racconto del serpente verde fa parte del Sentiero delle leggende della Val Verzasca, un percorso etnografico ad anello che attraversa boschi, nuclei rurali e antichi pascoli sopra Gerra Verzasca. Il sentiero si percorre in un’ora e mezza di cammino e collega otto tappe dedicate alle creature e alle storie del folklore locale: uomini selvatici, streghe, diavoli, animali parlanti, santi e serpenti mostruosi. Una piccola volpe disegnata sui cartelli accompagna i visitatori lungo il percorso, mentre pannelli e codici QR permettono di leggere o ascoltare le leggende direttamente sul posto. Le leggende del sentiero si possono anche scaricare in .pdf per leggerle la sera prima di addormentarsi.

 

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