In Catalogna si usa regalare una rosa alle donne il 23 aprile, giorno della festa di san Giorgio.
Inizialmente questa tradizione popolare era legata alla vittoria del valoroso eroe sul drago che minacciava la principessa di turno. Nella variante catalana, sant Jordi uccide il drago a Montblanc trafiggendolo con le sue armi: prima la lancia, infine la spada. Dalle ferite nel corpo del drago zampilla il sangue della creatura, che assorbito dalla terra, tinge di rosso le rose di un cespuglio. Il cavaliere ne coglie una e la offre alla giovane.
Il pericolo è passato, il guerriero che ha combattuto con tutta la sua forza contro un terribile mostro (e che potrebbe quindi essere un mostro di forza maggiore del primo!) dimostra così di essere tornato gentile e cortese. La forza bruta diretta contro il drago è tenuta a bada dalle maniere cortesi dell’eroe. La principessa è davvero in buone mani e può accettare il fiore senza preoccuparsi delle spine.
San Giorgio come patrono
Si dice che sant Jordie abbia aiutato i cristiani nella battaglia di Alcoraz, nel 1096, e che da allora protegga il regno d’Aragona. Furono i crociati a portare in Europa il culto di san Giorgio dalla Terrasanta. Giorgio era un draconarius dell’esercito romano, soldato scelto con il compito di portare le insegne, che si convertì al cristianesimo. Giorgio fu torturato e resistette a lungo al martirio, ragion per cui lo si scelse come protettore per soldati che dovevano (idealmente) combattere bene anche da feriti. Nel 1456 il Principato di Catalogna scelse come suo patrono e protettore proprio sant Jordi e da allora si iniziò a festeggiare la ricorrenza regalando rose rosse. A Barcellona gli innamorati le regalavano alle ragazze e col tempo il dono si è esteso a molti altri tipi di legami. Si possono regalare rose ad amici e parenti, colleghi di lavoro e vicini di casa.
La scelta della giornata del libro
Nel 1923 il direttore della casa editrice Cervantes propose di istituire una festa del libro spagnolo nella data di nascita di Cervantes. Re Alfonso XIII di Spagna la fissò al 7 ottobre nel 1926. Nel 1929 ci fu l’Esposizione Universale a Barcellona e i librai catalani riuscirono a far spostare la festa fino a farla coincidere con una data a loro cara: il 23 aprile, festa di san Giorgio. La versione ufficiale è che si ricorda la morte di William Shakespeare e la sepoltura di Miguel de Cervantes, scomparsi entrambi nel 1616.
Dal 1995, il 23 aprile è giornata mondiale del libro promossa dall’UNESCO.
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