Le gemme dei draghi del Sudafrica

Serpente che si abbevera con gemma in fronteLa gemma del drago si forma nella testa di enormi serpenti e rettili favolosi e dona a chi la possiede poteri straordinari. Le storie di cui parleremo oggi vengono dal Sud Africa e hanno molti punti in comune con le leggende euroasiatiche della draconite. La traccia che vedremo oggi arriva dal 1871 per mano del naturalista Alfred “Gogga” Brown.

Brown annotò tre racconti. Nel primo, gli IsiZulu ricordano che un’antica stirpe di serpenti produceva nella parte anteriore della testa una sostanza organica compatta e brillante come una stella. Quegli animali si estinsero per colpa di remoti cambiamenti climatici, forse troppo caldo o troppo freddo. Una variazione di temperatura può determinare la nascita di individui tutti dello stesso sesso e portare rapidamente all’estinzione una specie.
Con il trascorrere del tempo, la sostanza si trasformò in pietra splendente. Serpenti di dimensioni diverse avrebbero così prodotto i diamanti più o meno grandi.

Un secondo racconto del 1835 parlava invece del Diamond Slang, che in Afrikaans significa “serpente del diamante”. Una grossa bestia con una zona splendente sulla fronte. Alcuni testimoni riportarono di averla incontrata nelle regioni più interne e che la gente del posto le offriva sacrifici. Questa testimonianza è ben più antica dell’arrivo dei cercatori di diamanti, alla fine del 1800. Questi cercatori di fortuna potrebbero aver cercato l’oggetto dei loro desideri nelle leggende locali, trasformandole o modificandone alcuni dettagli.

Il Col Slang, infine, è un serpente di colore scuro, con una testa larga e piatta, che attacca di notte le persone addormentate. Non è velenoso e porta sulla testa una pietra luminosa grande quanto un pisello o un fagiolo. La usa come una lanterna per muoversi nel buio e la depone sulla riva solo quando deve bere. È quello il momento giusto per rubarla. Bisogna però essere veloci e precisi, perché se il serpente si sente minacciato, la inghiotte.

Dalla draconite ai fossili

cranio di drago cristallizzatoUn informatore mostrò a Brown due presunte pietre estratte dal cranio di questi serpenti e rifiutò di venderle, perché attribuiva loro grandi virtù. Nella tradizione europea, la bufonite estratta dal cranio di un rospo può essere usata per proteggersi dall’avvelenamento. Benoit propone una spiegazione molto concreta: potevano essere semplici agate levigate dall’acqua, facilmente reperibili lungo i fiumi Orange e Caledon.

Il parallelismo con la draconite europea è irresistibile. Anche questa pietra doveva essere estratta dalla testa di un drago o di un serpente e possedeva virtù prodigiose. Benoit prende in considerazione possibili influenze europee, ma osserva che il motivo africano è diffuso tra culture diverse e potrebbe essere molto più antico della colonizzazione.

C’è poi una possibilità ancora più affascinante e ce la espone Adrienne Mayor nel suo libro The First Fossil Hunters. Nel Sudafrica sono comuni fossili nelle cui cavità sono cresciuti cristalli. Un cranio fossile con la scatola cranica piena di calcite scintillante offre un’immagine sorprendentemente vicina a quella di un antico serpente con una pietra nella testa. Alcune tradizioni descrivono inoltre questi enormi serpenti come animali ormai scomparsi.

 Julien Benoit nel suo paper The African Dragon Stones: Geomyths About Snakes and the Origin of Diamonds in South Africa.

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