Il 20 giugno 2026 l’intera Ottery St Mary, nel Devon, celebrerà la giornata dei pixie. Stuoli di bambini vestiti da folletti danno la caccia ai campanari della città. Una volta catturati, li rinchiudono nel Pixies’ Parlour, una caverna nell’arenaria che fiancheggia il fiume Otter. Lì arriverà il prode vicario a salvarli e darà inizio alla festa.
Si ricorda un evento avvenuto nel 1454, quando, nella giornata del solstizio d’estate, un gruppetto di pixie boicottò l’arrivo delle nuove campane. Il vescovo le aveva ordinate dalle fonderie del Galles e aveva mandato i più fidati tra i suoi monaci a prenderle. Lungo il tragitto verso il campanile della chiesa di Santa Maria, ci fu un’imboscata magica. I pixie usarono un loro vecchio trucco, ben collaudato, per far perdere l’orientamento ai viaggiatori.
Il drappello di religiosi, invece di seguire il sentiero che avevano percorso all’andata, si diresse verso le scogliere di Sidmouth. I monaci erano a pochi passi dal cader giù dallo strapiombo quando uno di essi urtò un sasso col mignolino. Il dolore fu molto forte e dalla bocca dell’uomo uscì un potentissimo “Dio mi benedica!”
Questa invocazione fece svanire l’incantesimo dei pixie all’istante! I monaci, liberi dal maleficio, poterono riprendere la retta via e arrivare a casa con le campane nuove.
Il folklore britannico
I pixie, noti anche come pisky o piskie nelle regioni del Devon e della Cornovaglia, sono creature radicate nella tradizione celtica. Questi esseri birichini e di corporatura minuta abitano brughiere, cerchi di pietra, tumuli e dolmen: luoghi antichi dove il mondo sensibile sfuma nel fantastico. Si presentano come entità benevole, capaci di fare del bene a chi mostra loro rispetto, aiutando nei lavori domestici più noiosi o faticosi. Hanno una innata tendenza a divertirsi e sono molto creativi nel progettare dispetti a chi manca loro di rispetto. Alcune tradizioni raccontano che amino cavalcare i puledri, legandone i crini in grovigli inestricabili.
La leggenda della giornata dei pixie fu scritta nel 1954 (500 anni esatti dopo i presunti fatti!) da R. F. Delderfield.
Ci si leggono bene l’avversione del Piccolo Popolo per due elementi che ricorrono spesso: il suono delle campane e il ferro metallico. I rintocchi annunciano il potere della religione, capace di tenere a distanza tutte le creature che non si sono sottomesse alla croce. Il ferro, invece, funzionava da repellente già da prima del cristianesimo. Ancora oggi diciamo “tocco ferro” per scaramanzia. Il gesto serve ad allontanare le “presenze ostili” e generalmente i dispetti dei pixie ricadevano nelle sfortune di cui la gente faceva volentieri a meno.















