
Durante il Dragon boat festival fiumi e laghi del sud della Cina si popolano di lunghe imbarcazioni con una testa di drago a prua e una coda ricurva a poppa. La festa, chiamata anche Duanwu, cade il quinto giorno del quinto mese del calendario lunare. Lo spettacolo richiama grandi folle di tifosi e turisti e sta prendendo piede anche fuori dalla zona d’origine.
Come sono fatte le dragon boat?
Le dragon boat hanno uno scafo lungo, stretto e poco profondo. Un tempo i costruttori usavano soprattutto il legno, mentre le barche sportive moderne possono essere in vetroresina. La testa e la coda del drago vengono spesso montate solo per le cerimonie e le competizioni. Squame, occhi sporgenti, corna e fauci dipinte rendono riconoscibile la creatura anche da lontano.
I membri dell’equipaggio siedono rivolti verso prua e usano pagaie corte con una sola pala. Non remano con strumenti fissati allo scafo. Immergono insieme le pagaie nell’acqua, seguendo il ritmo scandito da un tamburino seduto davanti. A poppa, un timoniere governa la barca con un lungo remo. La velocità dipende dalla coordinazione: una pagaia fuori tempo può ostacolare il compagno che siede dietro e spezzare il ritmo dell’intero drago.
In Europa conosciamo le prue con teste di drago scolpite nelle navi scandinave, chiamate dreki. I vichinghi usavano decorare così le loro imbarcazioni quando intendevano manifestare l’intenzione di saccheggiare i villaggi costieri.
Il pericolo del quinto giorno del quinto mese
Il quinto mese lunare coincide con l’arrivo del caldo, degli insetti e delle malattie stagionali nel sud della Cina. Il suo quinto giorno era quindi considerato particolarmente insidioso. La tradizione riunisce queste minacce nei cinque animali velenosi: serpente, scorpione, rospo, geco o lucertola e millepiedi. L’elenco può variare secondo la regione, soprattutto per il quinto animale.
Secondo la tradizione, si potevano legare ai polsi dei bambini delle strisce di carta con disegnati gli animali da tenere lontani. Il millepiedi occupa un posto interessante nella zoologia fantastica cinese, perché viene descritto come antagonista naturale dei draghi. Ne parlo nelle cinque regole per trattare con i lung.
Per tenere lontani veleni, parassiti e influssi nocivi si appendevano agli usci fasci di artemisia, aglio e calamo aromatico. Le foglie dell’artemisia erano associate alla cura per i suoi impieghi medicinali. Le lunghe foglie del calamo ricordavano lame capaci di tagliare gli spiriti maligni. L’aglio, si sa, anche da noi tiene lontane le bestiacce della notte.
Gli zongzi, offerte avvolte nelle foglie
Il cibo rituale da preparare e mangiare in famiglia durante il dragon boat festival sono gli zongzi. I fagottini di riso glutinoso sono avvolti in foglie di bambù, canna o altre piante. Possono avere forma piramidale o cilindrica e contenere pasta di fagioli, carne di maiale o di pollo, uova salate, castagne e altri ingredienti regionali.
La loro origine precede probabilmente la leggenda più celebre del festival. In antico si preparavano come offerte per antenati, divinità e potenze delle acque. In seguito furono collegati a Qu Yuan, poeta e ministro del regno di Chu che, secondo la tradizione, si gettò nel fiume Miluo per protesta. Gli abitanti avrebbero lanciato riso nell’acqua per nutrire il suo spirito o impedire ai pesci di cibarsi del suo corpo.
Una versione tarda del racconto aggiunge un dettaglio dragologico: Qu Yuan apparve in sogno e spiegò che i draghi del fiume divoravano le offerte. Suggerì quindi di chiudere il riso dentro foglie e legarlo con fili colorati. I lung, si sa, detestano i colori! Lo zongzi diventò così un dono protetto, capace di attraversare il territorio dei draghi acquatici.
Per quanto sia tradizionale, sconsiglio di bere il vino al realgar. Il minerale aggiunto all’alcol è un solfuro di arsenico e in arabo viene chiamato rhag al-far ovvero polvere per topi. Se proprio ve lo offrono e non volete mancare di rispetto, meglio spruzzarlo in giro per casa come protezione.














